mercoledì, giugno 03, 2009

 

COME VINCERE LA DEPRESSIONE

Sei un mafioso in carcere in regime di 41 bis (cioè carcere duro, quello che solitamente viene assegnato ai mafiosi più pericolosi) e a causa di questo soffri di depressione? NO PROBLEM!

La nostra meravigliosa Banana's Republic, non è insensibile al male oscuro e mette a disposizione di tutti i mafiosi in galera in regime di 41 bis che ne soffrono, un tribunale che potrà tranquillamente spostarti, affinchè ti riprenda dalla malattia, da un carcere di massima sicurezza, agli arresti domiciliari.

Uno scherzo? MAGARI!

E' quello che è accaduto al boss mafioso capo della cosca Pillera, Giacomo Maurizio Ieni di 52 anni.

Nella precedente udienza di uno stralcio del processo, Ieni era scoppiato in lacrime davanti ai giudici, sostenendo di "essere fortemente depresso e di non riuscire a stare in carcere". Il tribunale, accogliendo la richiesta del suo legale, l'avvocato Giuseppe Lipera, adesso gli ha concesso gli arresti domiciliari per "gravi motivi di salute", ritenendo che "l'affetto dei familiari" sarà per lui la terapia migliore per riprendersi e guarire (Repubblica).

Non crediamo possano esserci altri commenti. Rimaniamo allibiti ma non più di tanto. Ormai , vivendo in questa nazione, siamo vaccinati all'inverosimile e all'impossibile che si materializzano e diventano tristissima seppur assurda realtà.

L'unico altro commento che ormai flebile esce dalle nostre bocche è
POVERA ITALIA!!!

F.to
Comitato contro l'indulto
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martedì, maggio 26, 2009

 

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO (ovvero la ragazza si esplicava)



Illuminante, in una delle scene più belle del film del 1971 “In nome del popolo italiano”, il dialogo tra il giudice Bonifazi (interpretato da Ugo Tognazzi) e il prof. Rivaroli.

Se non fosse che l’indagine del film si occupa della morte di una ragazza, la trama potrebbe essere applicata pari pari ai fatti di cui in questi giorni tanto si parla.

Da una parte abbiamo questa ragazza minorenne che amava frequentare industriali e persone dell’alta società; una famiglia non benestante che spingeva, per interessi economici, la ragazza a queste frequentazioni (quando il giudice Bonifazi chiede al padre della ragazza cosa facesse per vivere, questi guardandolo sommessamente esclama “si esplicava” lasciando sottintendere le molteplici applicazioni permesse dal verbo); il ragazzo di lei, povero, che sperava prima o poi abbandonasse quel mondo per tornare da lui e vivere insieme una vita normale, ma che rimaneva deluso dalle decisioni della ragazza; l’industriale che tale ragazza frequentava (interpretato da Vittorio Gassman) bugiardo, imbroglione, che tenta in tutti i modi prima di ingraziarsi il giudice e poi a tentativo fallito di delegittimarlo; ed infine il giudice Bonifazi, onesto, pragmatico, che vive il suo tempo con distacco e nello stesso tempo con responsabilità conscio di rappresentare “la giustizia” in un Paese abitato da gente a cui nulla frega di verità e giustizia.

Insomma a distanza di 38 anni, una trama che potrebbe tranquillamente adattarsi ai tempi attuali.

Anche oggi infatti abbiamo l’ex minorenne (in questo caso viva) che si “esplicava”, abbiamo i genitori di lei che la spingono ad esplicarsi, abbiamo il ragazzo povero di lei che viene lasciato perché la ragazza preferisce il mondo dei compromessi ad una vita povera ma onesta, abbiamo l’industriale bugiardo che ama frequentare minorenni ed infine abbiamo il giudice retto, questa volta non personificato da un vero e proprio magistrato ma da quei pochi (pochissimi) media che ancora si indignano per i comportamenti amorali del premier.

Tra i bellissimi dialoghi tra il giudice Bonifazi e il prof. Rivaroli, qui pubblicati, ne sottolineiamo un pezzo, secondo noi rilevante e attualissimo, in cui l’anatomopatologo richiamato dagli atteggiamenti oltranzisti del giudice risponde:

“io dei cittadini me ne infischio, perché ogni cittadino aspira a diventare industriale e avvelenatore del prossimo, ma voialtri magistrati non l’avete ancora capito che questo popolo italiano nel nome del quale sentenziate non merita un cacchio, continuate, continuate a difenderlo.”

Confessiamo che a volte noi la pensiamo allo stesso modo del prof. Rivaroli. Anzi a volte immaginiamo che molti giudici, visti gli atteggiamenti elettorali del popolo italiano degli ultimi 15 anni, si facciano spesso la stessa domanda: “ma vale la pena continuare a difenderlo questo popolo italiano? Vale ancora la pena?”

F.to
Comitato contro l’indulto
comitatocontroindulto@gmail.com

venerdì, maggio 15, 2009

 

SE TELEFONANDO...(ovvero le intercettazioni che non sentirete mai più)



Grazie agli amici di Quiretelibera sabato 16 maggio a partire dalle 18:30 verrà trasmessa in diretta streaming dal Salone del Libro di Torino la presentazione del libro di Gianni Barbacetto "Se Telefonando - le intercettazioni che non sentirete mai più". Saranno presenti oltre l'autore il magistrato John Woodcock.

Un elenco di scandali, di malversazioni, di illegalità, di ruberie e di persone indegne d'avere ruoli importanti nella politica, nell'economia, nello sport, nella società insomma: tutto ciò è venuto alla luce grazie alle intercettazioni telefoniche: "invece d’indignarsi per gli scandali, molti s’indignano per le intercettazioni".

Potrete visionare l'evento anche da questo sito. Mi raccomando fate girare la notizia a quanta più gente possibile.

F.to
Comitato contro l'indulto
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mercoledì, maggio 13, 2009

 

LA PASSERELLA (ovvero le ripetute menzogne del premier e coloro che ancora ci credono)

Pubblichiamo in toto la lettera di un lettore al direttore de L'Espresso. Il sospetto che le sue amare constatazioni diventassero realtà, l'avevamo già espresso nei post precedenti riguardanti l'assidua presenza del premier all'Aquila nel dopo terremoto.
Passerelle pubblicitarie in cui il presidente del consiglio si era prodigato in promesse di liquidità da parte dello Stato a tutti coloro che avevano perso la casa o avevano subito gravi danneggiamenti a causa del terremoto: 150.000 euro.
Leggendo il decreto legge sui finanziamenti per la ricostruzione, si comprende invece che solo 50.000 euro verranno erogati mentre i restanti 100.000 euro sono costituiti da detrazioni fiscali e dalla possibilità di accedere a mutui agevolati. Tradotto: Addio concreta possibilità di ricostruzione di qualsivoglia abitazione a meno che ciò non costi entro i 50.000 euro. Chiunque potrà facilmente comprendere come rientrare in tale cifra sia assolutamente impossibile.

Ci chiediamo comunque come ancora oggi, esistano persone che credano alle baggianate di un premier che ha basata la sua intera carriera politica (e non solo) sulle menzogne e sulla manipolazione della verità. Una manipolazione che ogni giorno, senza colpo ferire, continua imperterrita ad imperare sui principali organi di informazione, la gran parte, guarda caso, proprio di proprietà del premier e la restante da lui controllata grazie ai suoi leccaculo messi appositamente ai vertici di comando.



F.to
Comitato contro l'indulto
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Di seguito la Lettera pubblicata da L'Espresso:

Ora tutti sanno che l’Abruzzo era una passerella

Cara Rossini,

la tempestiva e assidua presenza del Presidente del consiglio nelle zone terremotate ci aveva veramente commossi. Una partecipazione così non aveva precedenti. Pieni di riconoscenza, ricacciavamo come espressione di ingratitudine ogni pur timido pensiero di diffidenza.

Ora che abbiamo letto e riletto il decreto legge e che abbiamo provato la più amara delusione, non possiamo che unirci a coloro che ci apparivano i soliti scettici per partito preso. Avevano ragione loro. Erano solo passerelle acchiappavoti. Come potranno ricostruirsi la casa gli aquilani con i 50.000 euro del governo? Perché di questo si tratta. Gli altri 100.000 euro sono costituiti per metà da detrazioni sulle future tasse e per l’altra metà da mutui agevolati a carico dei terremotati. Altro che i propagandati 150.000 cash, che sarebbero stati comunque molto meno degli aiuti ai terremotati dell’Umbria, per i quali la ricostruzione dell’immobile fu a totale carico dello stato. Le promesse parlavano di otto, dieci, dodici miliardi. Saranno poco più di cinque, spalmati, incredibile a dirsi, addirittura in 24 anni!

Con queste somme si prendono in giro gli aquilani e gli abruzzesi. Gli sfollati saranno condannati a vivere nelle casette di legno per una vita e la città ricostruita la vedranno i nostri nipoti. Se Berlusconi non modificherà rapidamente il decreto, le sue passerelle non saranno più tanto applaudite dagli attendati, che , nel frattempo, avranno dimenticato la munifica dentiera alla vecchietta.

Ezio Pelino
Sulmona (Aq)




mercoledì, maggio 06, 2009

 

LA PUTTANA DEL RE

E’ il titolo di un film del 1990 con protagonisti Valeria Golino e Timothy Dalton.

Crediamo possa riassumere succintamente ed elegantemente le vicende cui ci è toccato di assistere in questi giorni.

Ma andiamo per ordine e scopriamo gli attori:


Silvio Berlusconi: un personaggio di cui ormai si è detto tutto e oltre. Il “tombeur de femme” come più volte lui stesso si è definito. Colui che è riuscito a fare ministro della nostra bistrattata Repubblica una valletta che con la politica non ha mai avuto a che fare. Nomina che ha scatenato le ire di uno dei suoi più grandi sostenitori, Paolo Guzzanti, che giura di aver ascoltato le telefonate che suscitarono il suo sdegno (e poi fatte velocemente distruggere dal tribunale di Napoli perché non di rilevanza penale) mai pubblicate in Italia ma di cui possiamo leggere alcuni stralci grazie ad un articolo diffuso da un giornale Argentino e girato da vari blogger italiani tra i quali Informazionealternativa.net dove si parla espressamente di scambio di favori sessuali tipo Monica Lewinsky tra la valletta Mara Carfagna (ora ministro delle pari opportunità, sigh!) e il nostro premier.

Un uomo insomma che nonostante abbia superato la soglia dei 70 sembra ancora essere capace di particolari exploit come dimostrarono le foto, pubblicate a suo tempo dal settimanale Oggi, che lo ritrassero nella sua villa in compagnia di diverse belle e giovani donzelle (tra cui Angela Sozio la concorrente del Grande Fratello 3 che poi avrebbe dovuto essere candidata alle attuali europee dal PDL, candidatura ritirata dopo le ire di Fini e della moglie di Berlusconi) e la furtiva mano del premier sotto la maglietta della ragazza che gli siede sulle ginocchia (blogsfere).

Lo stesso uomo nello scorso governo, durante la telefonata ad Agostino Saccà, all’epoca responsabile per il settore Rai Fiction, ringraziava il manager per avergli “sollevato il morale” (e sospettiamo non solo quello) quando “ogni tanto gli chiedeva di donne” (l’Espresso).

Insomma un uomo per cui le donne da sempre rappresentano un “sollazzo”, un divertimento o comunque un qualcosa che è lecito trattare come puro oggetto sessuale.


Noemi Letizia: la ragazza a cui il premier ha fatto una visita inattesa durante la festa dei suoi diciotto anni. La stessa le cui dichiarazioni hanno imbarazzato non di poco l’establishment berlusconiano quando ha dichiarato di andare spesso a trovare il “papi” (nomignolo con cui ama chiamarlo) a Roma o a Milano perché “mica può venire sempre lui con tutte le cose che ha da fare”(Corriere della Sera). E’ lecito chiedersi cosa andava a fare Noemi quando ancora minorenne, visitava il premier a Roma o a Milano.


Veronica Lario: futura ex-moglie di Berlusconi che saputo della particolare amicizia tra Silvio e Noemi, ha chiesto il divorzio, e ha causato la bagarre mediatica di cui si sta discutendo in questi giorni, chiedendosi anche come mai il marito era andato alla festa dei diciotto anni di una sconosciuta (a lei) quando non si era nemmeno presentato, benché invitato, a quella dei propri figli.

La “povera” donna da anni relegata a donna immagine, quando necessita, per gli incontri ufficiali del marito e che di questi da tempo sopporta le numerose “attenzioni” verso altre donne non da ultimo quelle rivolte verso alcune signore durante il galà dei Telegatti del 2007 e soprattutto verso la show girl Mara Carfagna (oggi ministro, doppio sigh!) quando affermò: “guardatela, se non fossi già sposato me la sposerei”. Frase che provocò la prima lettera di Veronica, pubblicata da Repubblica, di richiesta di scuse pubbliche da parte del marito (Corriere della Sera).


L’avvenire: il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana (guida per molti cattolici) che esprime, solo oggi (ci chiediamo ieri dove avessero vissuto i vescovi e i giornalisti dell’Avvenire) , duri giudizi sul comportamento del premier rispetto alla sua mancanza di sobrietà. Espressioni che potrebbero causare gravi problemi a Berlusconi facendo dirottare i voti dei cattolici più intransigenti, dal PDL magari ad altri partiti come ad esempio l’UDC di Casini.


Bruno Vespa: l’antigiornalista per eccellenza, sempre disposto ad organizzare una puntata tagliata su misura e soprattutto senza contraddittorio per il premier (una cosa del genere se fatta in altri Paesi civili, sarebbe impossibile, e probabilmente se attuata causerebbe il licenziamento in tronco del giornalista che l’ha organizzata). Colui al quale forse meglio si addice il titolo sopra menzionato. Sempre disposto a trattare male gli avversari del premier e a elogiare quanto più possibile, il suo padrone che alla bisogna, come nell’intervista di ieri, lo usa al meglio delle sue capacità di servo.

Una vergogna per tutti i giornalisti italiani (anche se è in buona compagnia) e soprattutto per la libertà di stampa che, unico caso tra i paesi europei, ci vede declassati da “paese libero” a “parzialmente libero” secondo la classifica stilata dal rapporto del 2009 di Freedom House,, l'organizzazione Usa fondata da Eleanor Roosevelt che monitora appunto la libertà di stampa in 195 Nazioni (IlSole24Ore).


Questi gli attori e gli atti. I fatti sta a voi ora giudicarli sperando che abbiate compreso una volta per tutte con chi abbiamo a che fare.


F.to

Comitato contro l’indulto

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lunedì, aprile 27, 2009

 

E ADESSO CENSURATE ANCHE QUESTO (ovvero come sovvertire la verità sull'eroismo di Giancarlo Giuliani e sulle mancanze della Protezione Civile)



A qualcuno molto in alto deve dare tanto fastidio la verità dei fatti sul terremoto d'Abruzzo.

Tanto fastidio che è stata fatta censurare su YouTube l'intervista ad una testimone del terremoto, pubblicata sul sito Byoblu di Claudio Messora, dove veniva raccontato come la Protezione Civile la notte della tragedia avesse minimizzato, rispetto alle ultime forti scosse che avevano allertato la gente, prima di quella catastrofica che tanti morti ha causato, incitando le persone che per paura erano uscite fuori casa a ritornarci perchè non c'era nessun pericolo e perchè, semmai avessero sentito parlare degli allarmi di Giuliani, che avevano iniziato a girare tra gli abitanti del luogo qualche settimana prima, di non farci caso perchè nessuno poteva prevedere un terremoto e chi avesse detto il contrario era un ciarlatano.

I fatti hanno poi dato ragione a Giuliani e addirittura dal video veniamo a sapere che molte persone gli devono la vita proprio perchè hanno tenuto conto dei suoi allarmi. Sta di fatto che questa intervista poco dopo è sparita da YouTube per non meglio precisati motivi di censura. Evidentemente perchè dando voce alla gente comune e sopratutto a coloro che erano in contatto con Giuliani emerge un quadro di responsabilità estremamente gravi sopratutto nei confronti di coloro che avrebbero dovuto salvaguardare i cittadini da eventuali catastrofi e che per questo sono pagati dalla comunità: la Protezione Civile.

Immobilismo, pressapochismo, incapacità professionale, menefreghismo e quel che è peggio a disastro avvenuto, opportunismo sfrenato del nostro premier che non ha mancato di sfruttare la situazione a proprio vantaggio recandosi sui luoghi del terremoto come salvatore della Patria.

Ma proprio gli uomini da lui sponsorizzati con a capo GuidoBertolaso, il resposabile massimo della protezione civile, un pezzo di questa povera Patria hanno lasciato che crollasse addosso alla gente, infischiandosi degli allarmi del ricercatore Giampaolo Giuliani.

Così dopo le censure ad Annozero, in modo da coprire le reali responsabilità sull'avvenuto e salvaguardare il posto agli inetti che col nano pelato vanno tanto d'accordo, si censurano i video su internet, cioè sull'unico canale d'informazione ancora libero e non controllabile in questo Paese.

Ma la rete appunto non è controllabile così a pochi giorni dalla censura grazie ai post di allarme di Claudio Messora su Byoblu, gli internauti si sono mobilitati e hanno cominciato a pubblicare il video censurato in massa. Risultato: oggi la verità vince.

Ma dopo aver fatto vincere la verità è necessario che chi ha sbagliato paghi. Non per vendetta o per opportunismo politico; semplicemente perchè in un Paese che si dice democratico è necessario che il ruolo di chi deve vigilare sulla sicurazza della gente debba essere assegnato per meritocrazia e chi lo ricopre deve essere capace di dimostrare di saperlo espletare con competenza. Se così non fosse, e a tutt'oggi così non è, non ci rimarrà che rassegnarci a piangerci addosso ogni qual volta una disgrazia, che sarà sempre e comunque inevitabile, si abbatterà sul nostro territorio.

Per nostro conto accogliamo l'appello di Messora di far girare il più possibile sulla rete i video delle interviste in oggetto. Vi preghiamo di fare altrettanto.

Di seguito la prima intervista censurata:



F.to
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mercoledì, aprile 22, 2009

 

HANNO UCCISO L'UOMO RAGNO (ovvero i top manager non leggono i fumetti )

Ben Parker soleva dire all’amato nipote Peter: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”.


Peter Parker, alias l’uomo ragno, inizialmente non capì e così non intervenne durante una rapina, preoccupato com’era agli inizi della sua carriera di super eroe a usare i suoi superpoteri per sbarcare il lunario. Caso volle che proprio il rapinatore che non fermò, durante la fuga si trovò davanti il nonno Ben e l’uccise.


Da quel giorno Peter fece tesoro delle parole dell’ormai defunto nonno e cominciò a usare i suoi superpoteri non più in spettacoli in cambio di lauti compensi ma per combattere gratuitamente il crimine.

Questo nel fantastico mondo dei fumetti Marvel.


Cosa accade invece in Italianda, i fantastico mondo della realtà italiana?


Accade che un governo di manigoldi s’inventi una legge che dovrebbe modificare alcune norme della passata legge sulla sicurezza tra cui l’importante articolo 10bis riguardante la responsabilità del datore di lavoro, in caso di incidenti.


In pratica tale responsabilità, secondo il nuovo testo “hanno spiegato Elena Poli e Sergio Bonetto, avvocati del foro di Torino - sarà subordinata ad alcune condizioni tra le quali spicca quella di cui alla lettera 'd', in base alla quale la responsabilità è esclusa se l'evento sia imputabile a preposti, medico competente, progettisti, fabbricanti e soprattutto ai lavoratori, per violazione delle norme previste dal testo unico sulla sicurezza". La norma è "retroattiva, per cui il primo effetto si avrà sui processi in corso. Di fatto, si elimina la possibilità di accertare la responsabilità di chi sta più in alto, in moti casi top manager e amministratore delegato", ha detto Poli. (Repubblica)


Come a dire che chi prende le decisioni (i top manager appunto) e per questo guadagna centinaia di volte in più rispetto a chi le subisce (operai e impiegati) non avrebbe nessuna responsabilità nel caso tali decisioni possano causare incidenti, anche mortali, ai loro sottoposti. Insomma un nuovo indulto ma questa volta perenne per tutti i datori di lavoro che così non dovranno più preoccuparsi di rispettare le norme di sicurezza negli ambienti di lavoro e sopratutto delle conseguenze che tali decisioni potranno comportare.


Riportando il discorso nel mondo Marvel è come se il nonno di Peter Parker avesse detto al nipote: “Da un grande potere non deriva nessuna responsabilità, perciò caro figliolo fai pure quello che cavolo vuoi tanto nessuno mai potrà punirti per eventuali morti e/o feriti”.


Questa volta però l’Osservatore della situazione (nei fumetti gli Osservatori sono, esseri immortali che osservano l'Universo Marvel e hanno fatto voto di non interferire con gli eventi), cioè il nostro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha deciso di intervenire (raramente lo fa, ma appunto raramente, molto raramente), e a fronte delle grida dei parenti delle vittime del rogo della Thyssen, preoccupati che tale norma, siccome retroattiva, possa inficiare il processo, ormai alle fasi conclusive, sulle responsabilità dei morti causati dal non adeguamento dell’acciaieria alle più elementari norme di sicurezza, ha avvisato il governo che queste nuove norme dovranno essere riscritte.


Perciò in attesa di verificarle, quando saranno presentate, sempre che siano realmente modificate, abbiamo un governo che di fronte alle migliaia di vittime che ogni anno muoiono sul posto di lavoro in Italia, le cosiddette morti bianche, piuttosto che rendere le norme sulla sicurezza più restrittive in modo da responsabilizzare i datori di lavoro, fa di tutto per scaricare tali responsabilità sui lavoratori che potranno così ritenersi, come il detto popolare saggiamente suggerisce, cornuti e mazziati.


F.to

Comitato contro l’indulto

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